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BIOTERAPIA "Bioterapia e' la capacita d'un organismo di trasmettere ad un altro organismo dell'energia bio-radiante con lo scopo di migliorare il suo equilibrio psicofisico, inteso oggettivamente o soggettivamente come "senso di piena salute". Il Bioterapeuta e' il soggetto capace di trasmettere l'energia bioradiante di intensita' superiore alla norma su di un soggetto capace di utilizzarla; l'energia bio-radiante (o plasma biologico) e' l'insieme di particelle che si irradiano all'esterno di un organismo riflettendone i processi bio-chimici ed elettrici e ricevendo dall'estemo stimoli ed informazioni; il suo studio e la sua osservazione per parametri e componenti ha preso l'avvio dall'analisi elettrofotografica per entrare nel settore di competenza della biologia submolecolare; la sua forma di emissione, la frequenza della sua emissione, la conduttivita' del soggetto emanante (Bioterapeuta), i cromatismi evidenziati, l'ampiezza degli effluvi e l'omogeneita' della sua irradiazione dipendono dall'equilibrio psicofisico dell'emanatore e possono variare con la variazione di condizioni fisiche esterne". La Bioterapia consiste quindi in un procedimento curativo che utilizza proprieta' dei tutto fisiologiche, possedute in varia misura ed intensita' da qualsiasi essere vivente. Questa definizione scientifica della Bioterapia e' stata concordata tra i Membri della Intenational Association For Psichotronic Research che raggruppa ricercatori scientifici in questo settore delle Universita' di Palo Alto ed U.C.L.A. (USA), de La Sorbonne (Francia), della Cambridge (Inghilterra), dell'Universita' di Vienna (Austria), di Thskuba- Tokio (Giappone), di Praga e Bratislava (Cecoslovacchia), di Bucarest (Romania), di Varsavia (Polonia), di Bochum (West Germania), di Lonavla (India), di Ankara (Turchia), di Munchen (Germania Federale), di Regina (Canada), di Leningrado, Alma Ata e Patrice Lumumba University (URSS) Guarigione, miglioramento, normalizzazione, contenimento e mantenimento Per
guarigione intendiamo un risultato terapeutico stabile, con
scomparsa della patologia osservata. Si parla di miglioramento
quando fa guarigione vera e propria non e' possibile o lo stato
patologico non puo' guarire del tutto, ma e' ottenibile tuttavia una
riduzione od una comparsa dei segni soggettivi, e in parte anche di
quelli obiettivi della malattia. La normalizzazione interviene
quando il risultato terapeutico e' rappresentato da una guarigione
temporanea nei confronti di una patologia che si puo' ripresentare
dopo la risoluzione del primo episodio. Per contenimento si intende
la riduzione della sintomatologia in patologia ritenute non
passibili di guarigione, un esempio valido per tutte e' il cancro.
In tali casi infatti il poter contenere o frenare l'ingravescenza ad
andamento progressivo e' quanto di meglio si possa ottenere.
Mantenimento: consiste nella prevenzione di eventuali recidive, con
la messa in atto del trattamento in cui sia prevedibile la ricaduta.
Se il paziente assume farmaci, questi devono essere almeno
inizialmente continuati nella loro assunzione. Il passaggio dallo
stato patologico a quello della guarigione o normalizzazione o
miglioramento avviene spesso in maniera graduale e progressiva,
anche se in alcuni casi si e' verificata la risoluzione dei sintomi
dopo", soli tre trattamenti. E' necessario pero' proseguire il ciclo
terapeutico, perche' importante ottenere un discreto periodo di
mantenimento di benessere del paziente.
Siamo troppo abituati a dare per "scontato" il nostro corpo e cio'
che possiamo fare con esso! Ci rendiamo conto di avere un fegato,
uno stomaco o una milza, quando capita "qualcosa" ad uno di questi
organi che richiamano quindi la nostra attenzione. Ma questo
accentrare l'attenzione sulla parte "colpita", crea un acuirsi dello
squilibrio, perche' subentra uno stato di tensione e d'ansia che
mobilitano stati reattivi sproporzionali rispetto alle esigenze del
fisico in quel momento. Chi soffre, chi sta male, indipendentemente dalla natura del suo squilibrio, ha la necessita' di diminuire al minimo lo spazio che lo puo' separare dagli altri in una sorta di coinvolgimento e contagio sia psichico che fisico.
Speciale congresso Se da un lato, la crisi della medicina, non e' imputabile alla ricerca scientifica, che ha perfezionato tecniche di indagine e terapie adeguate ad interpretare e curare i processi patologici e degenerativi, e indubbio che l'eccessivo tecnicismo e l'iperspecializzazione hanno compromesso il rapporto di sintonia tra medico e paziente, rapporto nel quale gli elementi psichici e relazionali rivesto un ruolo fondamentale nel processo di guarigione. Ed e' qui che la bioterapia puo' essere chiamata ad esprimere attraverso le sue forze piu' sane, le sue autentiche possibilita'. I miei interventi sono essenzialmente basati su una formula che si e' sempre dimostrata vincente: "La semplicita'" e per me semplicita' significa indirizzare il paziente, fin dal primo approccio, a capire e ad assimilare con naturalezza l'azione terapeutica che mi accingo ad intraprendere valutandone anche i limiti e le possibilita'. Questo mio iter metodico non e' sempre di facile attuazione, perche', anche chi si presenta con fiducia e speranza, spesso porta con se i germi atavici della diffidenza e dello scetticismo. In questi casi la mia sensibilita' e la mia esperienza sul piano umanistico, mi pongon in grado di prevenire e netraulizzare queste psicoresistenze.
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